Non aprite questa mail, è Natale
Guida ipocrita al detox digitale pre-festivo
Ti avevo chiesto di non farlo: è la Vigilia di Natale, perché stavi guardando le mail? È un comportamento accettabile solo se, contro la tua volontà, stavi lavorando e questo è il tuo modo di distrarti.
Almeno una volta l’anno ci si può staccare un po’ dagli schermi digitali. E anche se normalmente sono un Grinch che non ha nemmeno fatto l’Albero, il Natale aiuta a prendersi una pausa collettiva: mentre ci intossichiamo di panettone possiamo disintossicarci dalla tecnologia.
Scrivendo queste parole, mi rendo conto di essere un’ipocrita. Non solo posterò quest’articolo la Vigilia, ma fra Natale e Santo Stefano guarderò i social, risponderò ai messaggi d’auguri di ogni gruppo WhatsApp (anche in quelli in cui scrivo solo “Auguri!” ogni 25 dicembre). C’è anche un’alta probabilità che guarderò film in streaming e aiuterò qualche parente a sistemare il robot aspirapolvere che si incastra sempre sotto il mobile in camera da letto. La tecnologia è un po’ la mia vita, e la vita non si ferma a Natale.
Ma voglio almeno provare a stare un po’ meno connesso del solito. Il problema, è che non idea di come fare. Per fortuna, ho potuto guardare un milione di TikTok, cercare online e chiedere a un paio di chatbot AI come imparare a fare a meno della tecnologia. Mi hanno detto che funziona e io credo ciecamente a qualsiasi cosa mi dicano online.
L’AI mi ha spiegato come non usare la tecnologia a Natale
Rinunciare totalmente alla tecnologia, anche solo per un paio di giorni, è tecnicamente possibile, ma realisticamente poco praticabile. Anzitutto, dipende dalla definizione di tecnologia. Cioè, se volessimo fare i puristi, dovremmo evitare di utilizzare qualsiasi prodotto dell’agricoltura o del pascolo, quindi ci toccherebbe procurarci il cenone o il pranzo di Natale raccogliendo bacche nei boschi o cacciando (a mani nude, chiaramente).
Ma anche se ci limitassimo soltanto a tenere in un cassetto smartphone e laptop, credo che faremmo fatica. Ci sono nonni o zii a cui fare gli auguri, colleghi che senza un like alla GIF condivisa nel gruppo di WhatsApp ci farebbero impazzire il prossimo lunedì. Quindi, invece di un ban totale, proviamo qualcosa di più soft.
Gemini, il chatbot di Google, mi ha suggerito quella che chiama la “regola del Telefono Fisso”. È semplice: dobbiamo tenere lo smartphone attaccato al caricatore (anche senza infilarlo nella presa) e usarlo solo dove lo abbiamo posato, come faremmo con un vecchio telefono con il filo. Possiamo guardare tutti i TikTok del mondo, ma solo in piedi e nel corridoio, mentre in salotto tutti festeggiano.
Un altro compromesso che mi piace è quello della macchina fotografica analogica. Se non ne hai una, puoi comunque usare lo smartphone ma è vietato editare e postare le fotografie: va bene catturare un bel momento, ma una volta scattata l’immagine aspettiamo dopo le feste per “controllare il rullino”.
Come puoi vedere, non si tratta di ripudiare in toto la tecnologia, ma di provare almeno a limitare il più possibile l’interazione con gli schermi. Per esempio, possiamo chiedere ad Alexa/Siri/ecc. di riprodurre una playlist di Natale invece di farla partire dall’app di Spotify (o simili) sullo smartphone. O, meglio ancora, se hai la possibilità puoi usare un bel vinile (io ho lo zio che ha un paio di dischi perfetti per il clima natalizio).
Ma c’è anche una parte pro-attiva che, secondo me, è molto più divertente. Invece di sforzarsi di stare lontano dallo smartphone, perché non fare un gioco di società o di ruolo con parenti e amici per dimenticarsene del tutto? Se i bambini di casa vogliono una bella storia, invece di cercarne una su Disney+ perché non provare a crearla insieme (o anche solo leggerla)? Dopo i troppi antipasti e il doppio dolce la voglia mancherà, ma dopo un piccolo sforzo il divertimento sono certo che ci ricompenserà.
Come dicevo all’inizio, non sono particolarmente sentimentale durante il Natale: non è per l’evento in sé che voglio provare a fare un po’ di sano digital detox. Adoro la tecnologia tutto l’anno, Natale non fa differenza. Ma mi piace ancora di più passare il tempo con le mie persone preferite, e non voglio che la mia passione per il tech si metta in mezzo.
Oh, bene. Il predicozzo natalizio l’ho scritto. Ora vado a giocare a Pokémon e a ignorare i parenti almeno fino all’orario del cenone. Ma prima, ti auguro di passare un buon Natale o, se non lo festeggi, delle generalissime “buone feste”!
Anche se, se mi hai ascoltato e non hai aperto questa mail fino a dopo il 26, non ha più molto senso che te li faccia. E non ti farò nemmeno gli auguri di Buon Anno, visto che il prossimo mercoledì è il 31 e te li farò in quell’occasione. Quindi... buona giornata? E grazie per aver letto questa newsletter, davvero. A settimana prossima!
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